Procida, gli itinerari

di redazione

Gli itinerari proposti consentono di entrare nel vivo dei rioni dell’isola, della loro storia, delle loro testimonianze artistiche.Ogni itinerario si articola in un percorso per punti di sosta che presentano elementi sia architettonici che paesaggistici o comunque significativi.Accanto ai percorsi che attraversano il centro storico, che contribuiscono ad avere un quadro significativo della storia e dell’architettura locale, altri itinerari raggiungono le aree rurali e della costa che contorna l’isola i quali più di ogni altro riescono a far sentire l’aria di Procida. Gli itinerari sono sette: i primi quattro relativi al centro storico vero e proprio (Terra Murata, Corricella, Sancio Cattolico, Area dei Casali); altri due si snodano lungo la via principale e raggiungono la Chiaiolella, con la riserva faunistica dell’isola di Vivara; l’ultimo ci porta alla scoperta della campagna dell’isola e della sua fascia costiera.

Itinerario della Terra Murata

La Terra Murata è il nucleo più antico dell’insediamento dell’isola. Fu sede di un’abbazia benedettina fondata presumibilmente intorno al IX – X secolo intorno alla quale venne configurandosi il borgo altomedievale che costituì fino al XVI secolo l’unica area abitata del territorio. In quest’epoca sotto il vicereame spagnolo, si attua l’intervento urbano più significativo con l’edificazione del Palazzo Baronale e la modificazione della viabilità e degli accessi all’antico borgo. Salendo lungo la Salita Castello da Piazza dei Martiri, costeggiando a sinistra l’edificio del soppresso Istituto di Pena si raggiunge un belvedere con ampio panorama.

1.BELVEDERE DI SALITA CASTELLO 

Da questo punto si può avere un’immagine complessiva dell’isola, con il suo centro abitato che scende sulle marine della Corricella e del Sancio Cattolico, con il porto, e le insenature di origine vulcanica che si inseguono fino all’isolotto di Vivara in secondo piano. Sullo sfondo, l’isola di Ischia con il monte Epomeo. 

2.COMPLESSO CONVENTUALE DI S. MARGHERITA NUOVA (1586) 

I resti attulamente visibili ed in fase di restauro appartengono ad un convento fondato dai Domenicani sulla fine del Cinquecento, soppresso nel 1807. Al piano superiore è ancora oggi la chiesa con il chiostro di cui restano poche tracce, mentre gli ambienti di servizio e gli alloggi sono dislocati ai piani inferiori. L’edificio sorge sulla punta che chiude ad oriente la baia della Corricella, in spelndida posizione sul mare. Continuando la salita, passati sotto un ampio voltone, si esce sulla Piazza delle Armi, spianata creata nel XVI secolo nel quadro dell’intervento vicereale. A sinistra è il Padiglione delle guardie carcerarie costruito nel XIX secolo per ampliare il Bagno Penale; a destra le mura medievali del borgo costituite dalle abitazioni disposte ad anello, con gli accessi inferiori aperti in epoca successiva.

3.PALAZZO REALE (1554) 

Palazzo baronale fatto costruito dal Cardinale D’Aragona, Innico d’Avalos, apre la sua facciata sulla Piazza delle Armi, ora coperta dagli interventi ottocenteschi del Bagno Penale.Sotto i Borboni diventa residenza reale, utilizzata soprattutto nel periodo della caccia, per la quale l’isola era famosa. All’inizio dell’Ottocento fu adibito a Bagno Penale, e la sua immagine è rimasta impressa come del resto l’intera essenza dell’isola, nelle pagine della Morante ne “L’isola di Arturo” (1957). L’itinerario interno al borgo, parte dall’unica porta di accesso e attraversa quel che resta dell’ impianto originario, riscostruito sulla carta.

4.PORTA DI MEZZ’OMO (XVI secolo) 

È l’unica porta che resta fra quelle che conducevano al borgo medievale. Nei pressi resti di un portale modanato del XVI secolo. 

5.BELVEDERE DI VIA BORGO 

È il luogo più bello della Terra Murata. La vista si apre sull’intero golfo di Napoli, dal Capo Miseno alla punta della Campanella con l’isola di Capri di fronte. Sotto lo strapiombo della costa tufacea, lo scoglio di S. Anna, primitivo attracco dalla terraferma. I resti del Palazzo Reale sono fusi con la roccia su cui è stato edificato in un’unità ambientale affascinante. Sulla piazzola del belvedere si affaccia un irrepetibile esempio dell’architettura locale, che originariamente si affacciava sullo stretto vicolo di Via Borgo, ed ora privato del suo prospetto originario visibile in tutta la plasticità degli archi e delle scale.

6.CONSERVATORIO DELLE ORFANE (XIII secolo) 

L’edificio, destinato all’istituto fondato nel 1651 dall’Università di Procida, per il mantenimento delle ragazze orfane, ha origini più antiche, probabilmente del XIII secolo. Secondo alcuni sarebbe l’antico Palazzo Baronale della fine del XIII secolo, modificato nel XV, con interventi esterni.

7.ABAZIA DI S. MICHELE 

Complesso conventuale di fondazione benedettina intorno al VII secolo, ci pervenuto attraverso una serie di ricostruzioni e trasformazioni. La struttura medievale fu devastata dalle incursioni saracene del primo Cinquecento e venne ricostruita verso la fine del secolo con l’attuale sagrestia.  Il complesso è costituito dalla chiesa superiore a tre navate, con cappelle e cupola, alla quale sono accorpati altri ambienti: la sagrestia, costruita nel 1690, con la loggia aperta sul mare e un bellissimo panorama; gli ambienti di residenza dell’abate, parzialmente rimaneggiati nel 1773 e recentemente consolidati; altri spazi di servizio del complesso. La facciata principale restaurata in stile romanico si affaccia su via Canalone ad occidente, mentre quella secondaria, che si apre su via S. Michele, è del 1890. Il campanile è del 1874. Nella chiesa, nella 2ª cappella a sinistra statua in argento di S. Michele; a sinistra del transetto statua di marmo proveniente dal cenobio di S. Margherita vecchia alla Chiaiolella, secondo alcuni raffigurante S. Benedetto; sull’accesso secondario resti del cassettonato della copertura del XV secolo; nell’attuale, tela di Luca Giordano, raffigurante S. Michele, del 1699 e nel coro ligneo dipinti della fine del Seicento, fra i quali “S. Michele che difende l’isola” di Nicola Russo. Al livello sottostante la chiesa sono localizzati alcuni ambienti di incerta destinazione, dove si apre l’accesso di un passaggio coperto che collega l’Abazia con il Palazzo Reale. Ad una quota ancora inferiore è localizzata una vasta sala con sedili lignei, probabilmente la Sala del Capitolo, successivamente sede delle Congreghe.

8.PIAZZA GUARRACINO 

È lo spazio più ampio del borgo, frutto di sventramenti del XX secolo. Sulla quinta principale sono visibili le tipologie edilizie procidane con la scala esterna, “a giraffa”.

9.CASA 

In via Papere al n. 46. È uno degli esempi più significativi del tessuto edilizio. Con la doppia rampa di scale, “a giraffa”, ed i locali cantinati al livello inferiore.

10.PORTALE ROMANICO DELL’ABAZIA 

Già citato nelle note sull’Abazia, si affaccia sul vicolo del Canalone originariamente chiuso verso il lato del mare dalla schiera esterna dell’abitato poi demolita a seguito dei dissesti causati dall’erosione della costa.

11.BELVEDERE OCCIDENTALE 

Al termine di via Canalone la strada si allarga per formare un affaccio con bel panorama sull’isola. In primo piano il complesso di S. Margherita Nuova e sullo sfondo l’isola di Ischia. Continuando la strada di circonvallazione del circuito murario si raggiungono le rampe che ricollegano al tratto iniziale dell’itinerario.

Itinerario dell'Area dei Casali

L’itinerario attraversa l’area urbana a ridosso della Piazza dei Martiri, caratterizzata da corti chiuse (da cui il termine casali) che costituì il primo nucleo edilizio fuori del circuito murario del borgo Terra. In essa sono presenti gli episodi architettonici più antichi insieme algi edifici del borgo benedettino, riferiti all’edilizia residenziale più che ad episodi monumentali. La piazza, che si apre in affaccio sulla baia della Corricella, ne costituisce il fulcro pubblico e rappresentativo. L’ultimo tratto dell’itinerario propone un percorso di allaccio alla Torre cinquecentesca di Tabaia, dominante la spiaggia della Lingua all’estremità orientale della Marina grande.

1.PIAZZA DEI MARTIRI 

Su essa si affacciano la chiesa di S. Maria delle Grazie, l’imponente mole del palazzo Mignano- De Iorio, e due eleganti palazzetti seicenteschi con loggiato su arcate a tutto tondo. Al centro si erge la statua dello statista A. Scialoja del 1896 ed il monumento ai caduti del 1799. L’ampia terrazza si affaccia sulla Corricella con bel panorama.

2.CHIESA DI S. MARIA DELLE GRAZIE (1679) 

Fu fondata nel 1679 dall’Abate Caracciolo, come succursale della chiesa matrice della Terra, in ampliamento di una preesistente cappella del 1521. Ha pianta a croce centrale sormontata da una cupola barocca, ricostruita nel 1928. gli altari sono databili ai secc. XVIII-XIX ed ha una pregevole sagrestia lignea del 1890 con annesso terrazzo in affaccio sul mare. Sull’altare bella Natività di incerta datazione.

3.PALAZZO MIGNANO-DE IORIO 

Edificio di imponenti dimensioni databile al XVII secolo, con vasti ambienti ed ampie volte al piano terra. Fu sede del Municipio e nei primi anni del secolo ufficio postale. Oggi è residenza privata. 

4.PORTALE 

Bel portale in pietra lavica al n. 16 della Salita Castello. Di fronte, la gradonata del Carmine, con loggia aperta sulla Corricella.

5.LARGO CASTELLO 

A metà della salita, sulla sinistra, la via si allarga per dare accesso al Casale della Spianata. Di fronte la scacchiera degli edifici segue l’andamento del muro del Bagno Penale, mentre sulla sinistra è riconoscibile la tipologia dell’edilizia minore locale caratterizzata dall’arco a tutt’altezza con la loggia al pianoterra in cui si incassa la scala che conduce al piano superiore.

6.CASALE SPIANATA 

La strada si restringe a formare una corte allungata sulla quale si affacciano le abitazioni a schiera. In fondo un tozzo palazzetto seicentesco con loggia su pilastri e piegando a sinistra sono visibili i resti di un possente mensolone di piperno.

7.CASALE VASCELLO 

Ampia corte completamente cinta dalla schiera delle abitazioni su tre livelli. Fu il primo nucleo edilizio edificato al di fuori del borgo medievale della Terra, come riscontrabile dalla caratteristica di fortificazione, ed è databile alla fine del XVI secolo. Rappresenta uno dei migliori dell’architettura residenziale dell’isola, presentando tutti gli elementi che la distinguono: l’accesso al pian terreno coperto dalla loggia su arcate a tutto tondo; la scala rampante su più livelli, incassata nella profondità del “vefio” (il nome locale della loggia); la ricchezza cromatica degli intonaci; lo sviluppo in verticale dell’unità abitativa, dalla cisterna sottoterra agli ambienti ai livelli superiori, in un’armonia plastica scandita dalle arcate tonde. Gli accessi sono localizzati a monte, dal casale Spianata attraverso un passaggio coperto, di chiara derivazione islamica, e a valle sulla via P. Margherita con un voltone a sesto ribassato e con un passaggio stretto a “portella”.

8.CASALIELLO DI S.M. DELLE GRAZIE

Più che un casale vero e proprio, è un brano di tessuto urbano che denota le sue caratteristiche difensive ed evidenti influenze dell’urbanistica islamica nella tipologia della strada ad angolo retto e chiudibile in caso di difesa, ed è databile ai primi del Seicento. Al suo ingresso è un bel portale con lunettone e stemma di rappresentanza di una famiglia nobile locale; continuando ci si addentra in uno spazio chiuso e tortuoso che solo per un breve tratto si affaccia sulla baia della Corricella, alla quale originariamente era collegato in un continuo di scale e volumi, per poi restringersi nuovamente ed aprirsi nel Casale.

9.CASALE DI S. MARIA DELLE GRAZIE (Casale Principe Umberto) 

L’ultimo dei casali della zona, è il più ampio ed articolato. Presenta notevoli interventi sette-ottocenteschi che ne hanno mutato l’aspetto originario, con la chiusura delle logge e l’inglobamento delle scale esterne. Al n. 23 una bella meridiana solare e sullo sfondo il prospetto di un palazzo del 1832. Tornati sulla via P. Umberto, si può tornare in piazza oppure continuare l’itinerario con una deviazione che, attraversando la zona denominata “La Vigna” dalla originaria coltura prevalente, raggiunge la spiaggia della Lingua. Scendendo la via al primo trivo si piega a destra sotto un’edicola sacra e ci si addentra in un’area rurale, connotata nel tratto iniziale da un’edilizia con vicoli chiusi e sopportici aperta sulla campagna circostante. Più avanti al n. 58 una massiccia abitazione rurale settecentesca a cavallo sul sentiero ed ancora avanti una masseria con arcata di accesso e porticato coperto. Superata una zona edilizia contemporanea si piega a sinistra e si raggiunge la scala che conduce alla sottostante spiaggia della Lingua, avendo davanti la costa flegrea con il Monte di Procida. A sinistra sono visibili i resti trasformati della cinquecentesca TORRE DI TABAIA, con gli stipiti in piperno e tratti di bastione.

Itinerario della Marina Corricella

L’itinerario attraversa il bosco dei pescatori, raccolto ad anfiteatro sul mare ad occidente dell’acropoli della Terra. Presenta aspetti di incomparabile bellezza, per la ricchezza delle soluzioni architettoniche, per la variazione cromatica degli intonaci, ma soprattutto per la dimensione comunitaria che vi si respira, specchio di una società ancora legata ai tempi ed alle modalità del lavoro del pescatore, fra le case sulla banchina e le barche. La dimensione collettiva è il dato principale che mette in relazione lo spazio privato interno con quello esterno attraverso spiazzi su cui affacciano gli accessi delle case, terrazzi ad ambienti comuni legati al lavoro e le scale, veri assi stradali del borgo. La stratificazione può essere distinta in fasi di differente formazione, che vanno dall’originario nucleo a ridosso della chiesa di S. M. delle Grazie, alla cortina arretrata sulla via alta con contrafforti cui si aggregò in epoca successiva la cortina bassa sulla banchina ed il corpo ad occidente. La Corricella va attraversata non limitandosi a restare sulla banchina, ad osservarla dal basso, ma salendo le scale che vi scendono come arpioni, e percorrendole fino in cima a scoprirne i luoghi più impensabili. Il principale punto di accesso al rione è la gradinata del Pennino che inizia di fronte alla chiesetta di S. Rocco al termine della discesa da piazza dei Martiri. Lungo la discesa dalla piazza sui fronti della strada si affacciano le abitazioni che originariamente erano disposte in un continuo a scalare, dalla banchina al soprastante Casale di S. Maria delle Grazie.

1.CHIESA DI S. ROCCO

Documentata nell’Inventario Abaziale del 1521 come cappella, fu fondata da G. A. Cossa ed ampliata sulla fine del Seicento. Ambiente a navata unica, con bel campaniletto barocco e facciata sobria, con immagine di S. Rocco. All’interno Acquasantiera con stemma della famiglia Cossa e tavola dipinta con l’immagine della Madonna della Neve, databile al XV secolo. È collegata internamente alle abitazioni circostanti.

2.GRADONATA DEL PENNINO

Percorso principale di discesa al borgo. Si biforca sotto un’edicola sacra e nell’ultimo tratto è coperto a botte.

3.LA CASA GRECA

All’uscita del Pennino ci si trova sulla banchina fra barche e reti. Sulla destra l’abitato si apre a ventaglio mentre sulla sinistra il volume di una bella casa su due livelli, distaccata dalla schiera, probabilmente di origini signorili, con arcate al piano terra.

4.IL SETTORE ORIENTALE

La parte dell’abitato sotto la chiesa di S. M. delle Grazie, dovette organizzarsi compatta sotto i contrafforti della chiesa e ad essa collegarsi mediante camminamenti interni alla roccia, l’attuale salita del Carmine che spunta su piazza dei Martiri. Presenta la facciata sulla banchina con scale “a giraffa” alte che conducono ai livelli superiori delle abitazioni dove si aprono cortili ad uso collettivo di servizio a più unità abitative. Le case sono collegate anche da percorsi interni in verticale. All’estremità dell’abitato la scalinata di S. Domenico, ricollega alla salita per la Terra Murata.

5.IL SETTORE CENTRALE

Il nucleo a ridosso della scalinata principale, è costituito da una schiera di abitazioni a contrafforte con bastione ed accessi alti, sulla via superiore di S. Rocco e da un corpo articolato di unità che vi si attesta alla base per aprirsi sulla banchina.

6.IL SETTORE OCCIDENTALE

È il settore di più tarda formazione, con le scale che scendono ad arpione sulla banchina e conducono ai cortili dei livelli superiori, allungati in forma di vicoli chiusi.

7.LA “GRADINATA SCURA”

È uno splendido esempio di scala semipubblica con svincoli di servizio per le unità abitative a vari livelli, piazzole scoperte di raccolta e slargo coperta da volte a botte con lumi ingredienti. La Corricella non ha episodi particolarmente emergenti, ma è un’unità di rilevante caratterizzazione e la sua bellezza sta proprio nell’armonia tra gli elementi del vivere associato. Una sostenuta rampa di scale riconduce alla via superiore nel largo Callìa, con bel panorama sulla baia e su Capri. Vi è ancora collocata la pietra che segnava il confine fra le grance di S. Maria delle Grazie e dell’Annunziata. Alle spalle uno stretto vicolo riporta sulla via maestra in località “fuori al Pozzo” oggi piazza della Repubblica, dove era uno dei pozzi pubblici dell’isola.

Itinerario della Marina del Sancio Cattolico

L’itinerario scorre lungo la cortina della Marina del Sancio Cattolico, approdo principale dell’isola. Il nucleo urbano, documentato alla fine del Seicento, si apre a ventaglio sulla costa settentrionale di fronte alla terraferma. La cortina di abitazioni disposte a schiera su tre o più livelli, con la banchina al livello inferiore e superiormente collegata ai restrostanti giardini, si allinea lungo l’asse est-ovest. Al centro, avanzata rispetto al fronte delle case, l’insula con la chiesa della Pietà, sulla destra, guardando dal mare, torreggia la massa imponente del Palazzo Merlato. Alle spalle l’orografia sale in dolce pendio con l’edilizia di strada serpeggiante tra orti, limoneti e vigneti, e l’emergenza del campanile della chiesa di S. Leonardo. Il primo punto di contatto con Procida è la banchina dei attracco dei traghetti dalla terraferma.

Di fronte l’imponente mole del Palazzo Merlato, incassato nella schiera edilizia, che prosegue sul lato occidentale verso l’area del cantiere per le imbarcazioni e la vicina spiaggia. Ad oriente la cortina si apre a ventaglio sulla marina, mentre di fronte campeggia il Monte di Procida, la costa più vicina alla terraferma. L’edilizia del porto è costituita dai magazzini al pianobanchina per il rimessaggio delle imbarcazioni e la vendita del pesce di paranza, oggi parzialmente trasformati in esercizi commerciali, soprastati dalle abitazioni servite dalla scala a rampa unica con accesso sulla banchina, e dagli alti loggiati (vefii) in affaccio sul mare.

1.PALAZZO MERLATO (XVII secolo)

È l’emergenza architettonica più imponente non solo del Sancio ma dell’intera edilizia procidana. La sua massa sproporzionata tradisce la derivazione cittadina dell’impianto databile al XVII secolo, epoca di formazione del nucleo urbano del porto. Al piano superiore è localizzata una cappella, mentre della scala di accesso sul fronte principale resta la loggia di affaccio, collegata alle spalle ai giardini attraversati da un sentiero padronale, che conduceva al coevo Palazzo della Catena (vedi itinerario 5.) La merlatura contiene scolpite immagni zoomorfe, e sulla facciata ancora tracce degli stipiti di piperno delle finestre originarie. La struttura del complesso è ancora visible negi ambienti al pianterreno attualmente destinati a magazzini, dalle alte volte a botte.

2.IL CROCIFISSO

Proseguendo lungo la cortina si raggiunge l’innesto della via Libertà, aperta negli anni ’50 per servire l’area di espansione edilizia contemporanea. Di fronte Crocifisso ligneo del 1845. Proseguendo oltre, la quinta edilizia manifesta la tipologia caratteristica della marina con ampie logge ai piani superiori, spesso riempite e trasformate.

3.INSULA DEL MONTE DI PIETA’

In questo tratto la banchina è tagliata dall’insula del “Pio Monte dei Marinai”, associazine fondata nel 1617 per l’assistenza dei marinai e le loro famiglie. Nel 1616 i marinai fondarono una cappella con il titolo di S. Maria della Pietà, che nel 1760 fu ampliata per dare luogo alla attuale chiesa, della quale l’antica cappella divenne la screstia. A cavallo di queste due date si formò l’insula edilizia.

4.CHIESA DI S. MARIA DELLA PIETA’ (XVIII secolo)

A navata unica, voltata a botte con lunettoni, presenta una facciata antropomorfa con campanile barocco. A sinistra dell’ingresso laterale lapide con incisa una convenzione del 1748.

5.CASA CON LOGGIATO

Di fronte l’attuale ingresso della chiesa della Pietà, sulla destra si affaccia un blocco edilizio con loggia a tre livelli, ben documentato nella iconografia storica. Alle spalle il braccio della banchina del porto si prolunga nel mare del canale di Procida, e da questo è possibile avere una bella vista sulla costa e sulla cortina del porto.

6.EDIFICIO

Continuando lungo il lato orientale, al n. 19-23 della via Roma, palazzo di notevoli dimensioni con i magazzini al piano terra incorniciati da archi in pietra lavica e soprastanti lumi con stipiti quadrati ed altri elementi decorativi sulla facciata, in piperno.

7.EDIFICIO

Poco avanti al n. 9, al secondo piano una bella loggia con arco a tutto sesto su mensoloni ad unghia.

8.ISTITUTO NAUTICO

Edificio dek 1786 con alto portale ed atrio di accesso al piano banchina. Attualmente è sede dell’Istituto Tecnico Navale Statale F. Caracciolo. Proseguendo oltre l’Istituto si raggiunge la parte orientale della marina, dove era localizzato l’approdo originario. Si passa davanti ai resti del vecchio macello ed oltre il porticciolo turistico si giunge alla spiaggetta della Lingua con le scale per salire alla soprastante Torre di Tabaia (XVI sec.).

9.CASALE VITTORIO EMANUELE

Al n. 31 della via V. Emanuele voltone di accesso al Casale omonimo, corte allungata con terrazza sulla sottostante via.

10.CHIESA DI S. LEONARDO (XVIII secolo)

Apre la facciata sul trivio di S. Leonardo, biforcazione fra la strada di salita alla Terra Murata a sinistra, e la via maestra che prosegue per il centro dell’isola a destra. Sullo slargo campeggia una bella edicola del secolo scorso. La chiesa sorge sul luogo di una cappella fondata nel XVII secolo ed ampliata all’inizio del Settecento con trasformazioni nel 1886, come menzionato sul portale di accesso. È dedicata a S. Leonardo, liberatore degli schiavi, ed è la succursale della contrada, o chiesa di grancia. L’impianto è a navata unica voltata a botte con cappelle laterali, cupola a transetto con absidi. Sul tabrnacolo dell’altare maggiore statua di S. Leonardo. La chiesa è sede della Confraternita della Maria SS Addolorata o “Dei Rossi”. All’esterno bel campanile del XIX secolo e elegante facciata barocca. Da questo punto l’edilizia si caratterizza per la presenza di palazzi signorili del Settecento, con bei portali ed atri di accesso, aperti all’interno sui giardini privati, alternati a schiera alla coeva edilizia residenziale. I segni della cultura materiale sono presenti nelle numerose edicole votive, pubbliche e private, visibili lungo il percorso e dedicati al culto della Madonna del Carmine.

11.PALAZZO in via V. Emanuele.

Poco distante dalla cheisa di S. Leonardo, sulla destra, edificio del XVII secolo con una splendida scala a doppia rampa, di derivazione cittadina napoletana.

12.PORTALE

Riprendendo la salita di Via P. Umberto, al n. 53 sulla destra, portale in pietra lavica con lunettone soprastante, elegantemente modanato, del primo Settecento. 

13.PORTALE

Al n. 64 portale in pietra lavica del 1783.

14.PALAZZO

Al n. 71 palazzo con portale di ingresso in piperno fine Settecento.

Itinerario della Strada Maestra

L’itinerario segue il percorso segnato dalla via V. Emanuele, asse viario principale dell’insediamento, la cosiddetta strada maestra, che riconette il centro storico con i nuclei rurali nel centro dell’isola ed in ultimo con la contrada della Chiaiolella all’estremità opposta al territorio.

Originariamente collegava nuclei edilizi isolati fra loro e formatisi nel corso del XVII secolo e tuttora riconoscibili: S. Giacomo, le corti di S.Antonio Abate, l’Olmo, S.Antonio da Padova, Centane.

Successivamente lo sviluppo urbano stte-ottocentesco lungo l’asse viario, ha saldato queste aree in un continuo che restituisce l’impressione, ad un primo impatto, di uno sviluppo urbano assai consistente.

In realtà dietro la quinta di strada si aprono orti e agrumeti, di gran lunga prevalenti sulla densità edilizia.

L’itinerario parte da Piazza della Repubblica, formatasi negli anni di costruzione della carrabile Via Libertà, dove ci si può ritrovare al termine degli itinerari del centro storico.

Il percorso previsto a piedi, può essere alternato, data la lunghezza, con la linea di bus locale, scegliendo le zone principali per la sosta.

PIAZZA DELLA REPUBBLICA

Confine fra la grancia di S. Maria delle Grazie e quella dell’Annunziata, la piazza si è formata negli anni di costruzione della via Libertà (1957). Tornando indietro sulla via V. Emanuele al n. 140 palazzo del 1801 con bel portale e rosta lignea. Al n. 125 sull’architrave di accesso, decorazione in pietra con stella a sette punte. Più avanti al n. 116 PALAZZO MANZO-ANNECCHINO con portale di piperno del 1773 con testa apotropaica e rosta lignea. Di fronte accesso al PALAZZO CATENA, esempio dell’edilizia signorile del XVIII secolo. In fondo al vialetto dei accesso si passa sotto un supportico voltato a botte che immette sulla corte del palazzo. La struttura è a torre su due livelli con bastione e marcapiano tondo.

1.SCUOLA ELEMENTARE V. SCIALOJA

Edificio del ventennio, con ampia terrazza e rampa di scale simmetrica. Di fronte Monumento ai Caduti della 2ª guerra, del 1954.

2.PALAZZO

Edificio del 1897 con portale in pietra lavica al n. 71 della via V. Emanuele.

3.PALAZZO

Palazzetto con portale del 1894 al n. 183.

4.PALAZZO SCOTTI

Al n. 191 casa padronale con i due fronti visibili dalla strada: quello di facciata con portale in piperno sormontato da sovraportone ligneo decorato con una scultura apotropaica che dà il nome alla località: il Mamozio; quello di campagna, attualmente scoperto dalla costruzione della via pubblica, con i volumi degli ambienti di servizio e giardino pensile.

5.PORTALE

Portale del 1892 in via M. Scotti n. 35.

6.CHIESA DI S. TOMMASO D’AQUINO detta de “I TURCHINI” (XIX secolo)

Edificio inserito in una schiera di edifici seicenteschi, palazzi signorili, edificata nel 1885.Con pianta a croce greca ad unica navata, con cupola, custodisce la statua lignea del Cristo Morto, pregevole opera del primo Settecento, recentemente restaurata, e dell’Addolorata, portata in processione il giorno del Venerdì Santo. È sede, dal 1892, della congrega dei Turchini.

DAL LARGO S.GIACOMO ALL’OLMO

Dal trivio di S. Giacomo con l’omonima chiesa prospisciente, si biforca la via che conduce nella contrada rurale dell’isola: la Starza; la via maestra continua con un’edilizia più discontinua, dopo la discesa di via dei Bagni alla spiaggia della Chiaia, passando davanti alla chiesa di S.Antonio Abate con il nucleo seicentesco ed allargandosi nella piazza dell’Olmo formatasi nell’Ottocento.

7.CHIESA DELL’ARCICONFRATERNITA DEI BIANCHI (1656)

Fondata nel 1656 e documentata nel 1770 viene occupata dai Francesi nel decennio. Nel 1856 divenne sede della confraternita dei Bianchi. Attualmente appartiene al patrimonio edilizio comunale. La facciata, austera con lunettone alto, si apre sul largo omonimo, con bella farmacia ottocentesca.

8.CHIESA DI S. VINCENZO (1589)

Fu chiesa dell’ordine domenicano fino al 1770. È attualmente sede della confraternita dei Bianchi.

9.PALAZZO

Portale del 1782, al n. 223. Palazzo Scotti

10.PALAZZO MANZO

Al n. 184 notevole esempio dell’architettura residenziale signorile. Bellissimo portale con rosette scolpite, del 1685.

11.PALAZZO

Portale del 1883, al n. 283.

12.PALAZZO SCOTTI-GALLETTA

Palazzo del 1750 di fronte la chiesa di S. Antonio Abate al n. 216.

13.CHIESA DI S. ANTONIO ABATE (XVII secolo)

Fu modificata nell’attuale grandezza nel XVIII secolo. A tre navate con cupola si colloca all’innesto delle corti di S. Antonio, nucleo edilizio settecentesco. All’interno statua di S. Antonio Abate, opera dell’artigianato napoletano del Settecento.

14.PIAZZA OLMO

La strada si allarga in piazza Olmo, incrocio della viabilità dell’isola. Fino al secolo scorso è stato il punto di incontro della popolazione abitante le contrade rurali ed è tutt’oggi luogo di sosta delle processioni. Era il confine fra la grancia dell’Annunziata e quella della Chiaiolella, segnato da una secolare pianta di olmo. Oltre questo punto di divisione del territorio, si attesta il nucleo seicentesco costituitosi intorno alla chiesa di S. Antonio da Padova, ultima sosta prima di raggiungere la contrada della Chiaiolella. Sul largo si affaccia uno dei più bei palazzi procidani, Palazzo Di Costanzo.

15.CHIESA DI S. ANTONIO DA PADOVA (1635)

Edificata sul luogo di una preesistente cappella cinquecentesca. Restaurata nell’Ottocento. È a navata unica con cappelle e cupola. Il campanile è del XIX secolo.

16.PALAZZO DI COSTANZO

Al n. 351 palazzo del primo settecento con rosta lignea.

 

Itinerario della Marina Chiaiolella

La contrada della Chiaiolella è all’estremità occidentale dell’isola, di fronte ad Ischia. Il periodo di formazione dell’abitato risale al XIX secolo anche se la schiera di case di pescatori sul fronte del porto è databile anteriormente. La schiera si affaccia sulla baia racchiusa dalla collina di S. Margherita dove nel 1521 sorgeva un cenobio di fondazione benedettina, ora trasformato in abitazione privata, del quale sono ancora visibili le strutture di fondazione. È l’insediamento più antico del luogo, abbandonato nel XVI secolo a causa delle incursioni saracene. Oggi è il porticciolo per le imbarcazioni da diporto ed il rione più affollato nella stagione estiva, con il lungomare e gli stabilimenti balneari. Dalla banchina, al termine della via Giovanni da Procida, si ha una visione complessiva dell’abitato con la schiera sul mare di case dei pescatori ed al centro la via che risale tra edifici sui due fronti. Sulla sinistra la vista si apre sul lungomare costeggiato dai ruderi della vecchia tonnara.

1.CASE DI PESCATORI

La schiera edilizia più antica del rione. Risale al XVII secolo. Le unità sono disposte con magazzini per il rimessaggio delle imbarcazioni al pianobanchina protetti dalla loggia antistante a tutto tondo nella quale si apre la scala per i piani superiori dove sono le abitazioni. La tipologia è del tutto simile alla corte del Casale Vascello.

2.CHIESA DI SAN GIUSEPPE (XVIII secolo)

Iniziata nel 1883 fu demolita e ricostruita nel 1862 a causa del terreno paludoso su cui era stata edificata. All’interno statua lignea di S. Giuseppe del XVIII secolo. Chiude il nucleo più antico della contrada.

3.LUNGOMARE CRISTOFORO COLOMBO

Il principale punto di raccolta del turismo estivo, con lungo arenile, stabilimenti balneari ed attrezzature nautiche.

4.TONNARA

Complesso del secolo scorso, per la lavorazione del pesce. Attualmente è in stato di degrado.

IL NUCLEO DI CENTANE

Risalendo la via Giovanni da Procida e piegando a destra si raggiunge in breve la contrada denominata “Centane”, in posizione elevata sul rione Chiaiolella. Il cuore del nucleo è una graziosa piazzetta con non lontano la chiesetta di S. Maria degli Agonizzanti del 1867.

 

Itinerario della Aree Rurali e Paesaggistiche

L’itinerario propone una serie di escursioni nelle aree rurali e lungo i promontori della costa, che presentano indubbiamente un notevole fascino ambientale. Proprio dall’incontro fra questi due elementi il mare e la terra, nasce l’essenza di Procida, e per chi voglia penetrarne gli angoli più intimi e conoscerla a fondo, è necessario seguire i sentieri più nascosti. I percorsi proposti riguardano tre aree:

- la zona rurale vera e propria dell’isola

-la Starza ed il Cottimo

-le punte di Solchiaro e di Pizzaco.

LA STARZA

È così denominato il settore nord-occidentale dell’isola, limitato dalla via Flavio Gioia che si ricollega alla piazza dell’Olmo. La parte più alta a settentrione è chiamata “il Cottimo” ed è coltivata a vigne ed agrumeti. La si può attraversare lasciando la via maestra al trivio di S. Giacomo per la via SS. Annunziata. Al centro della Starza è il complesso della SS. Annunziata, la chiesa di grancia, originariamente convento delle monache benedettine, denominato “il monastile”.

CHIESA DELLA SS. ANNUNZIATA

Complesso religioso fondato dai benedettini e sede di un convento di monache dell’Ordine.L’originaria struttura è di difficile riscostruzione. Gli elementi databili sono la cappella di S. Sebastiano, l’odierna sacrestia ed il campanile del XV secolo. Intorno alla cappella si è formata nel XVII secolo l’attuale chiesa, a tre navate con volte a botte e cupole. Nell’interno sull’altare maggiore pala con l’Annunciazione e l’Assunzione di Maria, delXv secolo; nella cappella della Libera tela dei Seicento raffigurante la Madonna della Libera ed arredi sacri con gli stemmi delle famiglie Di Tabaia e Porta. Nel battistero, affresco raffigurante la Madonna fra S. Sebastiano e S. Giovanni. I sentieri sono tutti gradevoli e ricchi di spunti paesaggistici ed ambientali. Dal belvedere di via Faro, bellissimo panorama sulla costa flegrea. Il percorso più caratterizzato è quello che si inoltra nella contrada del Cottimo, che si stacca dalla via principale, e prende il nome di via Ottimo. Lungo questo sentiero sono visibili numerosi esempi di case padronali alternate ai vigneti ed ai limoneti. Sale con varie svolte sulla collina da cui si hanno ampi squarci sulla costa e sull’isola di Ischia. Il sentiero ridiscende fra i canneti sulla Torre del Pozzovecchio, nucleo secentesco formatosi a ridosso della torre aragonese, oggi proprietà privata.

TORRE ARAGONESE E COMPLESSO DEL POZZOVECCHIO

Complesso in forma di corte fortificata è dominato dalla Torre di avvistamento di epoca aragonese, a pianta quadrangolare su tre livelli, del XV secolo alla quale si accorparono intorno ad uno spazio centrale gli altri edifici in epoca successiva. Riprendendo la strada ed oltrepassato il Cimitero dell’isola in suggestiva posizione sulla baia sottostante, il percorso risale compiendo un ampio giro, per raggiungere il versante occidentale della costa. All’altezza di Villa Ciraccio, sulla destra prendere un sentiero che conduce in breve ad un terrazzamento con splendida vista sulla parte meridionale di Procida con Ischia alle spalle. Continuando, ancora tra case e giardini, sulla destra si stacca la discesa della spiaggia del Ciraccio. La via, che in questo tratto prende il nome di via Flavio Gioia, continua in falsopiano e ridiscende verso la piazza dell’Olmo. Su ambo i lati si aprono piccoli viottoli che conducono nel cuore dei giardini e degli orti, che vale la pena di percorrere per conoscere la campagna dell’isola.

LA PENISOLA DI SOLCHIARO

Si protende sulla costa meridionale nell’area della contrada della Chiaiolella. Si può raggiungere dalla Chiaiolella continuando sul lato di destra del porticciolo, la salita di via Schiano, al cui termine si piega a destra per la via Solchiaro; oppure raggiungendo la medesima dalla via Panoramica in località Centane. La via Solchiaro corre anularmente alla penisoletta ed offre una splendida vista sulla Chiaiolella, su Vivara e su Ischia. L’originaria integrità della zona è stata modificata dall’edilizia di ville private con discesa a mare. Raggiunge la punta, il sentiero torna indietro aprendosi, di tanto in tanto, sul versante meridionale dell’isola.

PENISOLA DI PIZZACO

Paesaggisticamente è fra i luoghi più belli di Procida. Raggiungibile dall’Olmo attraverso la via omonima oppure dalla via Panoramica, presenta due versanti notevolmente differenziati. Quello occidentale frontalmente alla penisola di Solchiaro è arido e cosparso di macchia mediterranea che ricopre le scaglie tufacee della costa che scende a mare. Al termine del sentiero, per chi volesse avventurarsi fra euforbie e lentischi, si raggiunge un affaccio di rara bellezza oltre la punta della penisola, che guarda alla Terra Murata ed in secondo piano al Capo Miseno. Il versante orientale, presenta frammistioni fra elemento naturale e ville private con giardino, tutte in splendida posizione paesaggistica. Il percorso offre la visione della Terra Murata con la Corricella sottostante, sul mare.

L'isola di Vivara

Dal lungomare dietro la tonnara la strada sale rapidamente lungo i declivi della collina di S. Margherita e dopo una aspra erta si affaccia sull’isola di Vivara.Un ponte di recente costruzione permette di raggiungerla a piedi, dal momento che fino a pochi anni addietro era raggiungibile solo in barca. L’isola è oasi di protezione faunistia ed è irrinunciabile una visita per la ricchezza della vegetazione, della fauna selvatica e del paesaggio. Sotto il regno, divenne luogo di caccia esclusivo del re. Fu ceduta al Comune nel 1818. Al centro dell’isolotto sorge la casa padronale del 1681, bella struttura con abitazioni e locali di servizio per la vinificazione e la spremitura delle olive, oggi stazione scientifica per il rilevamento della fauna volatile migratoria, e sede di un “Centro Educativo Naturalistico” con sala per convegni e museo archeologico-naturalistico. L’isola è ricchissima di flora mediterranea, mortella, corbezzoli, quercioli ed arbusti ed è percorsa da numerosi sentieri boschivi. Dal 1974 vi è stata istituita un’oasi di protezione e rifugio per la fauna stanziale e migratoria.

 

 

 

 

 




Articolo postato in data 29/08/2006 da redazione

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